04 ott, 2008
Dimensionamento dei sistemi di depurazione. Parametri principali: Carico Idraulico e Carico Organico.
Posted by: Domenico Di Nardo In: Impianti di trattamento| Progettazione | Articolo letto 930 volte/a
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Quando si progetta un impianto di depurazione non si può prescindere dalla conoscenza del Carico Idraulico (quantità liquida delle acque da rifiuto) e del Carico Organico (quantità di sostanze organiche da trattare, misurata in
). La fondamentale importanza di questi due parametri ci deve spingere, nel caso in cui sia possibile e conveniente, ad operare indagini dirette delle condizioni del centro abitato per il quale si prevede di costruire l’impianto. Sarà opportuno misurare le portate idrauliche e misurare la concentrazione di sostanza organica.
Oltre alla conoscenza di questi due parametri, è sempre bene avere un visione quanto più completa è possibile dei liquami da trattare, quindi si rende necessario entrare a conoscenza di:
- Carico Organico;
- Carico Idraulico;
- Solidi Sospesi;
- Torbidità;
- Temperatura;
- Conduttività;
- ecc.
Le analisi presuppongono uno specifico piano di indagine che definisca bene e dettagliatamente le tempistiche delle misurazioni, ciò permetterà di avere un quadro significativo della situazione. Ad esempio, per le portate, è sempre bene fare misurazioni in continuo ed è sempre bene fare prelievi ogni ora, per due o tre giorni ed in particolari periodi dell’anno.
Ciò si rende necessario per evitare sorprese in fase di gestione dell’impianto. Basti pensare che non tutti gli abitanti di un centro urbano dichiarano lo scarico fognario e se ci si limita al solo calcolo delle portate ci si può trovare facilmente in situazioni di sottodimensionamento. Inoltre, una grossa incognita viene rappresentata dagli insediamenti industriali che spesso provvedono ad attingere acqua da pozzi non sempre dichiarati e per i quali è difficile prevedere le portate.
Sorprese si potrebbero avere anche nella determinazione del carico organico, soprattutto nelle zone dove è diffuso l’utilizzo delle fosse settiche, che comportano una riduzione del 30-40% della sostanza organica.
Se non è possibile effettuare questo tipo di indagine, ad esempio perché non si è ancora serviti dal sistema fognario, si può pensare di stimare i consumi in base all’approvvigionamento dall’aquedotto. Di norma, per questo tipo di indagine, si prevede un coefficiente di afflusso alla fognatura pari a 0,80.
Per meglio progettare un impianto di depurazione è bene fare due considerazioni sulle indagini e su come effettuarle al meglio:
- Il dimensionamento va fatto in funzione dei massimi apporti idrici che si possono verificare durante l’anno;
- Nel caso in cui la popolazione del centro abitato è in progressivo aumento, il dimensionamento andrà fatto in funzione della popolazione che si avrà in futuro. Definire a quanti anni considerare la popolazione è a discrezione del progettista ma è anche funzione del livello di crescita del centro abitato. Infatti, se la crescita è lenta, si può far riferimento alla popolazione che si avrà tra 15-20 anni; se la crescità è veloce, si farà riferimento alla popolazione che sarà allacciata nel giro di 4-5 anni.
Queste due considerazioni sono figlie del fatto che un impianto di depurazione lavora male sia se sovraccarico sia se le condizioni sono inferiori a quelle di progetto. È buona norma, da parte del progettista, prevedere l’espansione futura dell’impianto con la predisposizione di lotti nei quali costruire nuove vasche nel caso in cui la popolazione dovesse crescere nel tempo. Resta comunque da considerare che alcuni elementi dell’impianto vanno dimensionati in previsione fin dall’inizio (canale di adduzione, ripartitori ì, ecc.).
Nel prossimo articolo vedremo dove reperire le informazioni e come operare con il calcolo dei vari parametri.











