Ingegneria Sanitaria

21 mag, 2008

Opere di presa, vediamo le diverse tipologie.

Posted by: Domenico Di Nardo In: Idraulica| Progettazione | Articolo letto 1.925 volte/a

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Introduzione. Vogliamo partire seguendo un percorso organico sugli acquedotti e sulle caratteristiche di questi impianti, ci occuperemo, quindi, di discorrere sulle principali componenti partendo dall’opera di presa. È chiaro che se l’acquedotto è destinato al conusmo di acqua da parte di un centro urbano, l’opera di presa è di fondamentale importanza affinché ci siano le giuste caratteristiche organolettiche dell’acqua. Il D.P.R. 236/88 definisce alcune caratteristiche fondamentali nella realizzazione di una siffatta opera. In particolare definisce una zonazione molto importante:

  1. Zona di tutela assoluta : la zona di tutela assoluta è costituita dall’area immediatamente circostante le captazioni o derivazioni; essa deve avere una estensione in caso di acque sotterranee e, ove possibile per le acque superficiali, di almeno dieci metri di raggio dal punto di captazione, deve essere adeguatamente protetta e adibita esclusivamente ad opere di captazione o presa e ad infrastrutture di servizio. In pratica deve essere recintata ed impermeabilizzata;
  2. Zona di rispetto: ia zona di rispetto è costituita dalla porzione di territorio circostante la zona di tutela assoluta da sottoporre a vincoli e destinazioni d’uso tali da tutelare qualitativamente e quantitativamente la risorsa idrica captata e può essere suddivisa in zona di rispetto ristretta e zona di rispetto allargata in relazione alla tipologia dell’opera di presa o captazione e alla situazione locale di vulnerabilità e rischio della risorsa. Tale zona deve prevedere un’azione di monitoraggio delle attività produttive.

La presa può avere essere di tre tipologie diverse a seconda della fonte idrica dalla quale si attinge: da sorgente, da falda o superficiale.

Presa da sorgente. Questa tipologia di opere presuppone una serie di attività preventive di analisi:

  • Condizioni idrogeologiche sulla natura della sorgente;
  • Caratterizzazione del bacino imbrifero;
  • Identificare eventuali cause di inquinamento con traccianti appositi;
  • Identificare il punto di origine della sorgente e le eventuali vene circostanti;
  • Monitorare la costanza della portata per lunghi periodi di tempo, questo per evitare che ci possano essere periodi fluttuanti che potrebbero condizionare la progettazione dell’impianto.

Fig. 1 - Schema di un'opera di presa da sorgente.

Non sempre, quando di pesca da una sorgente, si ha che l’acqua sgorga da una singola vena, è piuttosto frenquente che le vene siano più di una. Per far fronte a tale condizione, si realizza un sistema che convoglia tutte le vene effluenti in una vasca di calma. Inoltre, per evitare di alterare le caratteristiche organolettiche dell’acqua, l’opera deve essere coperta, areata ed il più possibile al buio. Le componenti di una presa da sorgente sono (Fig. 1):

  • Vasca di raccolta;
  • Vasca di calma;
  • Vasca di presa;
  • Camera di manovra.

Quindi, dalle vene effluenti, tramite la vasca di raccolta, si fa confluire l’acqua nella vasca di calma, dove si ha un moto molto lento (v = 0,10 – 0,20 m/s). In questa vasca la turbolenza dell’acqua si annulla e si possono innescare fenomeni di sedimentazione, per cui è necessario prevedere dei sistemi che siano in grado di recuperare i sedimenti in tramogge. L’utilità della vasca di calma non è solo quella di far sedimentare eventuali solidi sedimentabili, ma anche quella di consenire le condizioni di moto utili affinché si possano misurare le portate che vengono emunte. Di solito si utilizzano stramazzi di misurazione e venturimetri. Immediatamente a valle della vasca di calma si trova la vasca di presa, che ha una profondità che va dai 2 ai 4 metri. In questa vasca è presente l’opera di presa vera e propria. Per far fronte ad eventuali portate di piena si prevede anche uno stramazzo laterale di troppo pieno. Nella camera di manovra saranno presenti tutti gli organi che consentiranno di aprire o chiudere le eventuali saracinesche installate. Il costo di queste opere di presa si assesta intorno ai 5000-6000 € per l/s.

Presa da falde freatiche o artesiane. Nel caso in cui siamo obbligati a dover prelevare l’acqua in profondità ci si avvale di pozzi.

Fig. 2 - Opera di presa da falda (pozzo).

Fig. 2 – Opera di presa da falda (pozzo).

Questo tipo di captazioni sono molto delicate perché soggette al livello della falda che varia sia per effetto delle condizioni idrogeologiche sia per effetto dell’emungimento del pozzo. Per evitare problemi in fase di regime, si devono fare numerose prove di emungimento e si devono studiare anche le isopieziche. Altri parametri fondamentali da tener conto in fase di progettazione dell’opera sono legati alle caratteristiche della falda: estensione, spessore, permeabilità, protezione dagli strati sovrastanti, portata.

Si possono realizzare anche più pozzi (batteria) che attingono dalla stessa falda, per evitare che ci sia interfenzenza è necessaria una distanza, tra un pozzo e l’altro, che va dai 200 ai 400 metri. La struttura, come vediamo in Fig. 2, prevede l’utilizzo di un filtro, di una pompa alimentata da un motore posto in superficie e di alcuni organi particolari. Il costo dell’opera varia intorno ai 500 € per m di profondità.

Opere di presa superficiali. Questo tipo di opere possono essere utilizzate quando si preleva da lago o da fiume e la tipologia della presa varia molto nei due casi. Nel caso in cui si preleva da lago si ha un sistema di presa a torre, con varie bocche poste lungo la verticale del lago ad almeno 5 m dal pelo libero, per evitare la presa di inerti. Nel caso in cui si preleva da un fiume, l’opera può essere più colplessa. Si può andare da una semplice tubazione con una pesca forata, ad una galleria subalvea. Spesso si incontrano opere di presa con briglia.

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